Ne “radice” e tsuke “appendere”, questo risulta essere l’ideogramma tradotto, inizialmente il Netsuke era proprio una radice, un pezzo di legno tagliato appeso all’obi, la fascia che stringe il kimono.

Nel XIX e XX secolo il Netsuke diventa l’oggetto da collezione per eccellenza, tutti diversi, per soggetto forma e materiale, incuriosiscono e colpiscono per la loro patina e piccoli particolari miniaturizzati, ma soprattutto per la loro carica tattile.

Da non confondere con le pessime riproduzioni cinesi in osso o altri materiali, che possono confondere le idee a chi si avvicina per la prima volta a questi oggetti.

Accarezzarli, toccarli e guardarli da vicino sono cose necessarie per riuscire a capire la differenza di qualità e apprezzarne il materiale, avorio, bosso e corno sono i più frequenti.